Iperammortamento 2026: requisiti, calcolo e beni agevolabili

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Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) il Governo ha reintrodotto il Nuovo Iperammortamento per gli investimenti in beni strumentali destinati alla trasformazione digitale delle imprese.

La misura interviene nel passaggio dai crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 alla maggiorazione fiscale del costo dei beni agevolabili. Riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, nel rispetto delle condizioni previste per l’accesso.

Tra i beni che possono rientrare nell’agevolazione figurano anche robot industriali, robot collaborativi (cobot), sistemi di automazione, impianti interconnessi e altre tecnologie riconducibili al paradigma Industria 4.0.

In questa guida vediamo come funziona il nuovo iperammortamento, quali imprese e beni possono beneficiare dell’agevolazione, come calcolare il beneficio fiscale e quali passaggi seguire per predisporre la documentazione e accedere alla procedura GSE.

Aggiornato all’8 ottobre 2026. Le prenotazioni sul portale GSE sono aperte dal 12 giugno 2026; l’invio della conferma dell’acconto è disponibile dal 21 luglio 2026. Di seguito trovi requisiti, calcolo del beneficio e passaggi per predisporre l’investimento.

AspettoIperammortamento 2026
MeccanismoMaggiori deduzioni ai fini delle imposte sui redditi
Periodo degli investimentiDal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028
BeniBeni nuovi degli Allegati IV e V; specifici investimenti per autoproduzione da rinnovabili e autoconsumo
Maggiorazioni180%, 100% e 50%, secondo gli scaglioni previsti
AccessoComunicazioni e documentazione tramite GSE
RiferimentiLegge 199/2025 e successive modifiche; decreto attuativo 7 maggio 2026

Cos’è l’iperammortamento e come funziona

L’iper ammortamento prevede una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto del bene strumentale nuovo.

In concreto:

  • L’impresa acquisisce un bene strumentale nuovo agevolabile.
  • Il costo di acquisizione viene maggiorato ai fini fiscali.
  • Le quote di ammortamento vengono calcolate sul valore maggiorato.
  • Il beneficio si traduce in una riduzione dell’imponibile IRES/IRPEF lungo la durata dell’ammortamento.

Si tratta quindi di un vantaggio fiscale differito nel tempo, non di un contributo diretto.

La maggiorazione opera mediante deduzioni fiscali extracontabili e può riguardare anche i canoni di locazione finanziaria. Non genera un credito da compensare in F24 e non modifica il valore civilistico del bene.

Chi può beneficiare dell’iperammortamento 2026

L’agevolazione riguarda i titolari di reddito d’impresa che investono in beni destinati a strutture produttive in Italia. L’accesso richiede il rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro e degli obblighi contributivi. Sono previste esclusioni per le situazioni liquidatorie o concorsuali e le sanzioni interdittive indicate dalla legge.

La convenienza va valutata considerando regime fiscale, reddito imponibile e tempi di deduzione, oltre al costo dell’investimento.

Quali beni possono beneficiare del Nuovo Iperammortamento

Il Nuovo Iperammortamento si applica ai beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, individuati dagli Allegati IV e V della Legge n. 199/2025.

Tra le principali categorie di beni rientrano:

Beni materiali (Allegato IV)

  • macchine utensili e impianti per la produzione;
  • macchine e sistemi a controllo numerico e/o gestiti da sistemi computerizzati;
  • robot industriali e sistemi di automazione;
  • robot collaborativi (cobot);
  • sistemi automatizzati per la movimentazione e la logistica;
  • dispositivi e sistemi per l’interazione uomo-macchina;
  • sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità del processo produttivo;
  • dispositivi per il monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo.

Beni immateriali (Allegato V)

L’Allegato V comprende software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali con le funzioni individuate dalla norma. L’ammissibilità richiede la corretta classificazione e l’interconnessione prevista; il semplice acquisto di un software aziendale non è sufficiente.

  • software per la progettazione e la simulazione dei processi produttivi;
  • sistemi MES (Manufacturing Execution System);
  • software per la gestione della produzione e della fabbrica digitale;
  • piattaforme per la raccolta e l’analisi dei dati di produzione;
  • applicazioni per il monitoraggio delle prestazioni e della manutenzione;
  • sistemi digitali per l’integrazione tra macchine, impianti e sistemi gestionali.

Per beneficiare dell’agevolazione è necessario che i beni rispettino i requisiti tecnici previsti dalla normativa e siano interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o alla rete di fornitura, secondo quanto previsto dalla Legge n. 199/2025 e dai relativi decreti attuativi.

Il testo ufficiale è consultabile al seguente link:

👉 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/12/30/25G00212/SG

All’interno del provvedimento vengono disciplinati:

  • I criteri di accesso alla maggiorazione fiscale
  • L’elenco dei beni materiali e immateriali agevolabili
  • I requisiti di interconnessione e integrazione digitale
  • Gli adempimenti documentali richiesti alle imprese

La corretta interpretazione degli Allegati IV e V è centrale per determinare l’ammissibilità dell’investimento.

I robot collaborativi sono espressamente inclusi nell’Allegato IV. Lo stesso allegato contempla, nel gruppo dedicato all’ergonomia, esoscheletri e ausili nelle condizioni descritte dalla norma. L’accesso richiede la verifica del modello, della configurazione e dei requisiti applicabili, inclusa l’interconnessione: l’appartenenza commerciale alla categoria non determina da sola l’agevolabilità.

Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili

La misura comprende anche specifici investimenti in autoproduzione da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, con relativi sistemi di accumulo. Si tratta di una categoria con condizioni proprie, da verificare separatamente rispetto ai beni degli Allegati IV e V.

Interconnessione e requisiti tecnici dei beni 4.0

INTERCONNESSIONI 1

I requisiti dipendono dalla categoria. Per le macchine del primo gruppo dell’Allegato IV, inclusi i cobot, sono richieste cinque caratteristiche: controllo CNC o PLC; caricamento remoto di istruzioni tramite interconnessione; integrazione automatizzata con logistica, fornitura o altre macchine; HMI semplice e intuitiva; conformità ai parametri di sicurezza, salute e igiene.

Occorrono inoltre almeno due caratteristiche aggiuntive tra: telemanutenzione, telediagnosi o controllo remoto; monitoraggio continuo con adattività alle derive di processo; integrazione con modellizzazione o simulazione del comportamento della macchina.

La sola connessione a Internet non dimostra questi requisiti. Nella valutazione tecnica bisogna identificare quali istruzioni e dati vengono scambiati, con quali sistemi e con quali evidenze. I criteri del primo gruppo non vanno estesi indistintamente a tutte le altre categorie.

Aliquote dell’iperammortamento 2026 e calcolo del beneficio

Le maggiorazioni sono applicate per scaglioni agli investimenti completati in ciascuna annualità. Le percentuali aumentano il costo riconosciuto ai fini delle deduzioni; il risparmio d’imposta dipende dall’aliquota fiscale e dall’effettiva possibilità di utilizzare le deduzioni.

Quota di investimentoMaggiorazioneRisparmio IRES aggiuntivo teorico*
Fino a 2,5 milioni di euro180%43,2%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro100%24%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro50%12%

*Calcolo con IRES al 24%, riferito alla sola maggiorazione e distribuito nel periodo di deduzione. Non è un rimborso immediato.

Esempio: investimento agevolabile di 100.000 euro

Si ipotizzano un investimento interamente compreso nel primo scaglione, assenza di altri contributi che riducano la base agevolabile, IVA integralmente detraibile e piena utilizzabilità delle deduzioni.

VoceCalcoloImporto
Costo agevolabileInvestimento al netto dell’IVA detraibile100.000 €
Deduzione aggiuntiva100.000 × 180%180.000 €
Costo ordinario più maggiorazione100.000 + 180.000280.000 €
Risparmio IRES aggiuntivo teorico180.000 × 24%43.200 €

I 43.200 euro rappresentano il vantaggio aggiuntivo nominale dell’iperammortamento, oltre agli effetti della deduzione ordinaria. Tempi e beneficio effettivo dipendono dalla situazione fiscale dell’impresa e dal piano di deduzione.

Come accedere all’iperammortamento: la procedura GSE

Le comunicazioni si presentano nell’Area Clienti GSE con i modelli ufficiali. Le prenotazioni sono aperte dal 12 giugno 2026; le conferme dell’acconto dal 21 luglio 2026.

FaseAdempimento
PreventivaIndicare impresa, struttura produttiva, beni, importi e date previste.
ConfermaComunicare l’acconto del 20% per ciascun bene, entro 60 giorni dall’esito positivo GSE della preventiva.
CompletamentoDopo realizzazione e interconnessione, comunicare il completamento entro il 15 novembre 2028, salvo la proroga prevista per integrazioni richieste dal GSE.
MonitoraggioComunicazioni annuali entro il 20 gennaio e il 30 giugno durante il periodo previsto dal decreto.

La scadenza dell’investimento resta il 30 settembre 2028. Il termine di novembre riguarda la comunicazione. Modelli e apertura delle singole funzioni seguono i provvedimenti attuativi e le istruzioni GSE.

Perizia tecnica e documentazione necessaria

Il decreto richiede una perizia asseverata oppure un’attestazione di un ente accreditato, corredata da analisi tecnica, e una certificazione contabile delle spese. Il testo definitivo non prevede l’alternativa della dichiarazione del legale rappresentante sotto i 300.000 euro.

Per organizzare la pratica, predisporre un fascicolo con documentazione di acquisto, pagamenti, schede tecniche, evidenze d’interconnessione, attestazioni e ricevute GSE.

Perché investire oggi nell’automazione industriale

Gli incentivi rappresentano un’importante leva economica, ma il vero valore di un investimento risiede nella capacità di migliorare il processo produttivo.

L’introduzione di tecnologie come robot collaborativi, sistemi di automazione e dispositivi intelligenti consente infatti di aumentare la produttività, migliorare la qualità del prodotto, ridurre gli errori e rendere il processo più flessibile.

Per questo motivo gli incentivi dovrebbero essere considerati come uno strumento per accelerare l’innovazione e non come l’unica motivazione dell’investimento.

Il ruolo dei robot collaborativi (cobot)

La verifica di un robot collaborativo comprende i requisiti del primo gruppo dell’Allegato IV. Nell’analisi dell’applicazione si considerano anche i seguenti aspetti operativi:

  • È integrato nel ciclo produttivo
  • È interconnesso ai sistemi informativi aziendali
  • Consente monitoraggio e tracciabilità dei dati
  • È parte di un progetto di trasformazione digitale

Pallettizzazione, saldatura, assemblaggio, formatura e riempimento sono applicazioni da valutare in base alla configurazione effettivamente realizzata. L’analisi deve considerare robot, attrezzature, controllo e collegamenti con il processo produttivo.

Le soluzioni collaborative integrate nei processi produttivi possono rientrare tra i beni agevolabili qualora rispettino i requisiti previsti dagli Allegati IV e V. È quindi fondamentale effettuare una valutazione tecnica preliminare dell’applicazione e del livello di interconnessione richiesto, anche ai fini della corretta fruizione dell’agevolazione fiscale.

ObiettivoBeneficio
ProduttivitàRiduzione dei tempi ciclo
QualitàMinore variabilità del processo
ErgonomiaRiduzione dello sforzo fisico
SicurezzaMinore esposizione ai rischi
FlessibilitàAdattamento rapido ai cambi produzione
CompetitivitàRiduzione del costo industriale

Errori da evitare quando si pianifica un investimento

  • scegliere la tecnologia senza aver analizzato il processo produttivo;
  • valutare esclusivamente il beneficio fiscale;
  • trascurare i requisiti di interconnessione;
  • non prevedere una corretta integrazione software;
  • sottovalutare la formazione degli operatori.
  • considerare la denominazione “4.0” del prodotto come prova sufficiente di ammissibilità;
  • confondere il risparmio fiscale nel tempo con una riduzione immediata del prezzo;
  • affrontare interconnessione, documentazione e scadenze solo dopo l’acquisto.

Domande frequenti sull’iperammortamento 2026

Quanto vale il beneficio per un investimento di 100.000 euro?

Nell’esempio della guida, la maggiorazione genera 180.000 euro di deduzioni aggiuntive e un risparmio IRES nominale di 43.200 euro, con aliquota al 24%. Valgono le ipotesi indicate nell’esempio.

È possibile acquistare i beni in leasing?

Sì, la disciplina comprende la locazione finanziaria. Per la conferma dell’investimento valgono le condizioni specifiche previste dal decreto per il contratto e l’ordine della società concedente.

Quando si può iniziare a utilizzare la maggiorazione?

Dal periodo d’imposta della comunicazione di completamento, con bene entrato in funzione nello stesso periodo; la fruizione richiede l’esito positivo GSE.

I beni devono essere prodotti nell’Unione europea?

Il DL 38/2026, convertito dalla legge 88/2026, ha eliminato il vincolo generale UE/SEE per gli investimenti dal 1° gennaio 2026. Restano i requisiti specifici delle singole categorie, compresi quelli eventualmente previsti per il fotovoltaico.

Si può cumulare con altri incentivi?

Il cumulo è ammesso alle condizioni di legge: niente sovrapposizione sulle stesse quote di costo né superamento della spesa. La base agevolabile va calcolata al netto di altri contributi sugli stessi costi. È escluso l’accesso per gli investimenti già beneficiari del credito Transizione 4.0 previsto dall’articolo 1, comma 446, della legge 207/2024.

Quali dati servono per valutare un’applicazione?

Descrizione del processo, configurazione del bene, investimento previsto, modalità di controllo, sistemi aziendali da collegare e tempi di realizzazione. Queste informazioni permettono di avviare la valutazione tecnica.

Valutare l’investimento e la soluzione tecnica

Un investimento efficace parte dal processo: operazioni da automatizzare, tempi ciclo, variabilità dei prodotti e collegamenti con i sistemi aziendali. La verifica dell’incentivo deve accompagnare questa analisi, insieme alla pianificazione di documenti e scadenze.

Homberger supporta la valutazione tecnica dell’applicazione e l’individuazione delle soluzioni industriali. La verifica della spettanza fiscale e della fruizione va coordinata con i consulenti e i professionisti incaricati dall’impresa.

Fonti normative e aggiornamenti

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Redazione Homberger

Homberger, attraverso il suo team, cerca di tenervi aggiornati su tutte le più importanti tematiche relative all’industry 5.0, agli incentivi statali e regionali, alle novità aziendali e agli eventi più importanti come fiere di settore e dimostrazioni dal vivo.

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