Black Friday Kraftwerk dal 28/11 al 5/12 →
Home > Blog > Oltre l’automazione: il valore autentico della robotica collaborativa
Partecipare ad Automatica 2025 fiera bavarese, è stato per me, come Cobotista, un momento di grande stimolo e confronto. La fiera rappresenta da sempre una vetrina d’eccellenza per l’innovazione tecnologica, ma è anche un termometro affidabile dello stato culturale del nostro settore. Quest’anno, accanto all’ammirazione per le novità tecniche, ho sentito crescere dentro di me una consapevolezza più lucida: il mondo dei Cobot sta crescendo ancora principalmente nella forma, mentre la robotica collaborativa non decolla soprattutto nella sostanza. I cobot sono ovunque, ma la vera collaborazione uomo-macchina resta ancora marginale.
Automatica 2025 si è confermata un punto di riferimento mondiale per le tecnologie di automazione e robotica. Le principali novità presentate dai costruttori hanno evidenziato un forte orientamento a:
Fabbricanti come UR, Doosan, Fanuc, KUKA, ABB, Techman hanno proposto soluzioni tecnicamente avanzate, molte delle quali spinte da AI, deep learning, machine vision e tool digitali per la simulazione e programmazione offline. Tuttavia, l’impressione diffusa è che queste innovazioni siano state in gran parte orientate a ottimizzare tempi ciclo, efficienza produttiva e sostituzione dell’operatore, anziché supportare un modello evolutivo inclusivo fondato sulla vera collaborazione uomo-robot.
La robotica industriale classica ha da sempre avuto un obiettivo chiaro: ottimizzare i processi, eliminare gli sprechi, velocizzare i cicli produttivi. In quest’ottica, il robot sostituisce l’uomo. Agisce in spazi segregati, con velocità e precisione, all’interno di un flusso produttivo pensato per la massima efficienza secondo la logica del MUDA, ovvero l’eliminazione delle attività prive di valore.
La robotica collaborativa, invece, nasce per rispondere a un’esigenza diversa: dare valore ai processi manuali, renderli sostenibili, affiancare e assistere le persone invece di sostituirle. Il paradigma è completamente diverso: il cobot agisce accanto all’operatore, nello stesso spazio e nello stesso tempo, con l’obiettivo di ridurre il carico fisico e cognitivo (MURI), migliorare l’ergonomia e stimolare l’intelligenza umana, non quella artificiale.
Per chiarezza concettuale, riprendiamo la definizione operativa di “robotica collaborativa”. Il termine non si riferisce unicamente al tipo di robot (cobot), ma alla modalità di interazione tra uomo e macchina. Esistono diversi livelli di collaborazione, definiti anche dallo standard ISO/TS 15066:
I livelli 3, 4 e 5 rappresentano il cuore della robotica collaborativa applicata, dove l’interazione non è solo spaziale ma anche funzionale, cognitiva ed ergonomica. In questi casi, l’uomo non è sostituito, ma potenziato.
In fiera, la maggior parte delle demo viste, anche tra i big player, proponeva applicazioni dove i cobot:
Queste soluzioni erano spesso coerenti con i livelli 1 o 2 di collaborazione, ovvero coesistenza o condivisione di spazio, ma prive di qualsiasi elemento di cooperazione simultanea o adattività. Eppure, proprio questi ultimi sono i contesti in cui la robotica collaborativa esprime tutto il suo valore strategico.
Un elemento trascurato dalla comunicazione industriale è proprio la differenza culturale tra robotica industriale e robotica collaborativa.
La prima si fonda sul recupero del tempo (MUDA), riducendo sprechi e inefficienze. La seconda, invece, punta a ridurre il sovraccarico umano e tecnico (MURI).
L’obiettivo di una cella collaborativa non è solo rendere più veloce il ciclo produttivo, ma:
Tutti elementi che, se integrati, migliorano anche la produttività sostenibile, riducendo turnover, assenteismo e problemi di qualità.
Secondo i dati 2023 dell’International Federation of Robotics (IFR), i cobot rappresentano circa il 10,5% dei robot industriali installati a livello globale (oltre 57.000 unità). Tuttavia, la stragrande maggioranza delle applicazioni documentate rientra ancora nei livelli di collaborazione 1 e 2.
Questo conferma quanto visto ad Automatica: la collaborazione piena è ancora un’eccezione, nonostante le potenzialità tecnologiche siano ormai diffuse.
L’IFR ha pubblicato numerose case study dove i livelli 4 e 5 sono già realtà. Tra i più emblematici:
Questi esempi, pur documentati e tecnicamente replicabili, non erano rappresentati in modo esplicito o pedagogico negli stand di Automatica 2025.
Ciò che è mancato in fiera in modo quasi totale è stato il proselitismo culturale della collaborazione uomo-cobot. Nessun costruttore ha promosso modelli applicativi in cui il cobot sia:
Al contrario, molti messaggi vertevano ancora sul mito dell’automazione totale, cancellando di fatto l’uomo dalla scena produttiva.
In un recente articolo da me pubblicato su LinkedIn (“L’importanza degli operatori nei processi manuali”), ho sostenuto che l’operatore è l’esperto del processo, il custode di qualità, adattabilità e decisione.
Il cobot, in questo scenario, deve:
Solo così la collaborazione può diventare valore aziendale e vantaggio competitivo sostenibile.
La vera robotica collaborativa non si limita a sostituire il gesto, ma trasforma l’interazione. Ecco alcuni esempi concreti dei vantaggi che può generare:
Inoltre, l’impatto è sistemico: si riduce il turnover, aumenta la produttività, si sviluppano competenze digitali.
Molti costruttori di cobot hanno oggi raggiunto livelli impressionanti di sviluppo: bracci leggeri, interfacce intuitive, sensori avanzati, programmazione semplificata. Tuttavia, queste tecnologie restano in gran parte sottoimpiegate rispetto al potenziale collaborativo.
L’integrazione di sistemi di visione, sensori tattili, comandi vocali, intelligenza ambientale potrebbe abilitare forme evolute di collaborazione (come mostrato in letteratura da sistemi come Preference Learning o Ergonomic Feedback). Ma ciò richiede uno sforzo progettuale, culturale e normativo che pochi integratori oggi sono pronti a sostenere.
L’auspicio è che i fabbricanti di robot collaborativi inizino a investire non solo nel design delle macchine, ma anche nella diffusione di buone pratiche applicative. Serve:
La sfida non è più costruire cobot più veloci o più precisi, ma costruire cultura sulla robotica collaborativa
Dare priorità alla collaborazione reale significa costruire fabbriche più resilienti, inclusive, flessibili. Significa:
E per le aziende costruttrici, significa uscire dalla guerra dei prezzi sul robot, e tornare a proporre valore applicativo. Chi guida oggi lo sviluppo delle vere applicazioni collaborative si differenzierà sul mercato, creando ecosistemi sostenibili.
Serve un cambiamento. I costruttori devono investire in cultura della robotica collaborativa:
Non basta più proporre il cobot come robot semplificato. Serve guidare un’evoluzione delle pratiche produttive che metta l’essere umano al centro, non come ingranaggio da affiancare, ma come protagonista da valorizzare.
Da professionista che lavora ogni giorno nell’integrazione e nell’uso reale dei cobot, so quanto valore possono creare, se usati con consapevolezza. La prossima sfida non è produrre un cobot da 20 kg più veloce e più preciso, per quel tipo di esigenza esistono già i robot tradizionali, la sfida è ideare, promuovere e progettare applicazioni collaborative “vere”.
La robotica collaborativa è una straordinaria opportunità per le aziende che vogliono trasformare i processi manuali senza sacrificare l’esperienza umana. È uno strumento potente per migliorare le condizioni di lavoro, aumentare la qualità e rispondere alla carenza di personale qualificato.
Ma affinché ciò accada, servono scelte coraggiose:
Il mio viaggio ad Automatica 2025 mi ha confermato una cosa: il futuro della robotica collaborativa non sarà determinato solo dai cobot, ma dalla volontà di metterli davvero al servizio delle persone.
Gianni Ossola è consulente senior in automazione industriale e robotica collaborativa presso Homberger.
Hai bisogno di supporto o maggiori informazioni? Compila il modulo e il nostro team di esperti ti risponderà al più presto. Siamo qui per aiutarti a trovare le soluzioni migliori per le tue esigenze industriali. Contattaci ora!
"*" indica i campi obbligatori
NUOVO SITO WEB AZIENDALE – Progetto cofinanziato dall’Unione Europea FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE. Completato nel mese di Ottobre 2024 PR FESR LIGURIA 2021-2027 OBIETTIVO SPECIFICO 1.2 Permettere ai cittadini, alle imprese, alle organizzazioni di ricerca e alle autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione AZIONE 1.2.3: Sostenere l’introduzione di pratiche e tecnologie digitali nelle imprese.