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Home > Blog > Intestatrici per cavi e cambio attrezzatura con sistemi zero point
Le intestatrici per cavi eseguono la preparazione delle estremità dei conduttori e, secondo la configurazione, operazioni di taglio, spelatura, inserimento di guarnizioni e crimpatura dei terminali. Quando la produzione alterna sezioni, contatti e lunghezze differenti, il cambio attrezzatura incide sulla disponibilità della macchina.
I sistemi zero point possono essere integrati nelle interfacce di fissaggio di attrezzature o moduli sostituibili per rendere più rapido e ripetibile il riposizionamento. Il vantaggio riguarda il riferimento meccanico della stazione, da progettare insieme al processo di lavorazione del cavo.
Passare a un nuovo cablaggio può richiedere la sostituzione dell’applicatore, delle guide o di altre attrezzature dedicate. Ogni elemento deve ritrovare la posizione prevista rispetto alla macchina e agli organi che alimentano o lavorano il conduttore.
Se il ripristino del riferimento dipende da regolazioni ripetute, il tempo di fermo può variare tra un cambio e l’altro. Un’interfaccia definita consente invece di separare la preparazione dell’attrezzatura dalla sua installazione, riducendo le operazioni di riallineamento da eseguire in macchina.
Questo approccio è particolarmente interessante quando lotti contenuti e molte varianti rendono frequenti gli attrezzaggi. La valutazione deve considerare il tempo necessario a ottenere il primo cablaggio conforme, comprese le verifiche di avvio.
Un sistema zero point crea un collegamento ripetibile tra una base e l’attrezzatura mediante moduli di bloccaggio e perni di accoppiamento. Il riferimento rimane definito anche dopo la rimozione e la successiva reinstallazione dell’attrezzatura predisposta.
La gamma di moduli Zero Point System AMF comprende soluzioni con modalità di azionamento e ingombri differenti. Nei moduli pneumatici con serraggio a molla, l’aria compressa consente lo sbloccaggio, mentre la ritenuta viene realizzata meccanicamente. La configurazione va verificata sul modello selezionato.
Nelle intestatrici, la scelta dell’interfaccia deve rispettare gli spazi disponibili e le forze in gioco. L’adozione dello zero point richiede quindi uno studio dell’attrezzatura e della struttura che la sostiene.
Per i sistemi AMF sono disponibili moduli con ripetibilità inferiore a 5 µm, nelle condizioni dichiarate dal costruttore. Il dato riguarda il riposizionamento dell’interfaccia e deve essere distinto dalle tolleranze richieste sul cablaggio finito.
La qualità della crimpatura dipende anche dall’abbinamento tra terminale e conduttore, dalla spelatura, dalla posizione del filo, dall’usura dell’applicatore e dai parametri della pressa. Il fissaggio contribuisce alla stabilità della stazione, ma il risultato deve essere verificato attraverso i controlli di processo previsti.
La sequenza di riavvio può comprendere il controllo visivo, la misura dell’altezza di crimpatura e la prova di estrazione, secondo le specifiche applicabili al prodotto. Dove previsto, il monitoraggio della forza di crimpatura aiuta a rilevare variazioni durante la produzione.
La rapidità del cambio deve quindi essere valutata insieme alla ripartenza controllata. Preparare fuori macchina utensili e materiali permette di concentrare il fermo sull’installazione e sulle verifiche effettivamente necessarie.
Il dimensionamento dell’interfaccia considera forze, momenti e rigidezza del supporto, oltre alla forza di trattenimento del modulo. È necessario verificare che i carichi siano trasmessi attraverso appoggi e superfici adatti, senza deformazioni incompatibili con il processo.
Anche la pulizia dei riferimenti è determinante. Residui di isolamento o altre particelle interposte possono ostacolare il corretto appoggio. Le configurazioni predisposte per l’automazione possono integrare soffiaggio, rilevamento della presenza attrezzatura e conferma del bloccaggio.
Questi segnali forniscono informazioni diverse. La presenza dell’attrezzatura non conferma da sola il corretto serraggio: la logica macchina deve verificare gli stati necessari prima di autorizzare il ciclo.
Il confronto tra configurazione attuale e nuova soluzione dovrebbe misurare il tempo dal termine dell’ultimo pezzo conforme alla ripresa stabile della produzione. Sono utili anche il numero di regolazioni, gli scarti di avvio e la variabilità tra cambi successivi.
Per approfondire il principio delle interfacce di riferimento è disponibile l’articolo sui sistemi zero point e bloccaggi idraulici su CNC. Nelle intestatrici, la valutazione rimane specifica per geometria della stazione e attrezzature da sostituire.
Homberger supporta la scelta dei sistemi di bloccaggio AMF in funzione dell’applicazione. Per richiedere una valutazione, sono utili disegni dell’interfaccia, dati sui carichi e una descrizione delle operazioni oggi necessarie al cambio produzione.
Homberger, attraverso il suo team, cerca di tenervi aggiornati su tutte le più importanti tematiche relative all’industry 5.0, agli incentivi statali e regionali, alle novità aziendali e agli eventi più importanti come fiere di settore e dimostrazioni dal vivo.
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